.:La terra degli Arcani:.
Vi è una sola parte di Dor-Galadrym accessibile anche ai non Elfi:
la radura che si trova a Nord-Est di questa, quasi ai margini, di forma pressapoco circolare ha un raggio di circa 20 metri; ad essa si può accedere attraverso due sentieri battuti di ampiezza bastante ad essere percorsi da un cavallo. Un sentiero giunge da nord (direzione di Angarid) è ed è lungo 1,5 Km, l'altro giunge da ovest ed è lungo 1 Km.
A est della radura poco distante da essa, circa 30 metri, scorre un fiume, la vegetazione che si trova tra il fiume e la radura è meno fitta del resto della Selva Elfica.
Ad un paio di chilometri dalla radura in direzione sud, ben dopo Andor, per un tratto il fiume si allarga, per poi tornare alle normali dimensioni, formando così una specie di stagno, anche se vi è comunque un minimo di corrente verso il fondo. Ancora più sud, a circa 7 Km, il fiume si allarga nuovamente ed al centro si trova un piccola striscia di terra, un'isoletta lunga e stretta in cui vengono celebrate le cerimonie Silvane.
Al centro della Selva vi è una grotta al cui interno è presente una sorgente ed una polla di acqua calda; vi sono due aperture: dalla principale, attraverso un non molto lungo cunicolo, si raggiunge la polla; lungo tale cunicolo si trova anche un secondo passaggio, che porta ad una seconda grotta, in cui è presente la forgia dei Silvani.
Da un'apertura secondaria e più piccola, un altro breve cunicolo conduce alle due celle Silvane: esse constano semplicemente di due specie di robuste palizzate di legno che, una volta bloccate, racchiudono l'accesso, e l'uscita, di due piccole rientranze nella roccia.
Dor-Galadrym, al di fuori dei due sentieri che conducono alla radura principale a nord-est, è molto fitta, si può procedere solo a piedi ed in acuni punti è addirittura impraticabile: non vi sono veri e propri sentieri, rendendo così assai arduo aggirarsi per essa a chi non vi abita ovvero gli Elfi Silvani; inoltre gli animali che popolano la Selva come lupi, cinghiali e altro potrebbero rivelarsi ostili verso eventuali stranieri che ne invadono il territorio, per non parlare degli Elfi stessi che non apprezzano che gli stranieri vaghino per la loro dimora.
In due punti, conosciuti solo agli Elfi, all'interno della Selva si trovano rispettivamente la Corte Silvana, vicino alla quale scorre per un breve tratto un piccolo ruscello, prima di interrarsi e ricongiungersi solo dopo qualche chilometro al fiume, ed il villaggio degli Alti Elfi ora però abbandonato.
La Corte Arborea Silvana per avere luce e fonti di calore, usate sia per cucinare che per scaldare gli ambienti nei mesi più rigidi, fa affidamento su particolari pietre che si trovano incastonate nei rami degli alberi su cui la Corte sorge. Purtroppo il modo in cui tali sono state create da antiche generazioni di Elfi, o se per caso fossero naturalmente originatesi in quei particolai alberi, non è stato tramandato nelle tradizioni Silvane.
Nella parte di Selva a Nord Nord-Est della Radura principale ha trovato al momento dimora la Corte Mezzelfica, ospitata dai Silvani.
.:La Corte Arborea:.
Situata ove la vegetazione è più fitta ed antica, la Corte Arborea si sviluppa tra i robusti e resistenti rami delle due piante più maestose e cariche di millenaria sapienza della Dimora, a circa venti metri d’altezza.. essa appare come perfetta integrazione, in simbiotica armonia con le piante che la reggono e che negli anni sembra l’abbiano assimilata tanto, da non distinguere quasi il raffinato lavoro ligneo di fattura elfica dalla vera e propria massa arborea. Le due piante distano l’una dall’altra circa venti metri e la circonferenza dei loro tronchi si avvicina ai quindici metri di diametro.. la loro altezza totale si avvicina ai venticique metri superando tutte le piante presenti in selva e permettendo a chi si trovi a Corte di godere di un panorama unico e vasto. Dalla base dei due tronchi, unici due accessi custoditi dalle guardie, si sviluppano due scale a chiocciola, impropriamente chiamate tali poiché nessun lavoro aggiuntivo è stato applicato alla base delle due enormi piante, inutile ausilio per le capacità elfiche, ma espediente per immaginare come si sviluppino i naturali appoggi che la pianta offre sotto forma di nodi o naturali protuberanze lignee agilmente percorribili solo dal popolo elfico. Il percorso appare illuminato dalle pietre di luce che incastonate nella corteccia sono di dimensioni più grandi rispetto a quelle presenti anche nelle piante di taglia minore, contribuendo a donare un’atmosfera magica dalle tinte più variegate all’ambiente. La millenaria pianta rivolta ad ovest regge una struttura circolare che ospita tutti gli alloggi dei membri di Corte con un ruolo di rilievo che esso sia marziale o non. La pianta invece rivolta ad est, più vicina alla voce dell’Ithilìen, ospita nella sua forma circolare, esclusivamente la sala d’armi, utilizzata per equipaggiare i membri dell’esercito o per fornire armi per l’addestramento; la biblioteca ricca di tomi di ogni genere, affinché chi volesse studiare le materie più varie o le culture che più interessano, abbia accesso a questa forma di conoscenza; la Sala del Trono ove si celebrano alcune delle feste silvane, nonché ove avvengono le cerimonie di ufficializzazione delle nuove cariche o ancora le Assemblee del Consiglio; infine gli alloggi dell’Elu e Hiril.
.:La Corte Terrena:.
Situata ai piedi della Corte Arborea si sviluppa circolarmente attorno alle due piante più antiche, che togliendo luce alle circostanti forme vegetali di altezza minore, risulta di poco meno fitta rispetto alla restante selva.. quindi ove terminano le enormi radici dei due maestosi alberi che reggono l’Arborea Corte, negli spazi ove il terreno lo permette nei suoi dolci dislivelli, sono presenti le molteplici tende tipiche del popolo silvano, che quindi offrono la possibilità di ripiegare il tessuto che funge da soffitto su uno dei due lati per esaudire il desiderio di molti d’osservare le porzioni disponibili di cielo e le stelle prima del meritato riposo. Nella porzione semicircolare ad ovest delle due piante, le tende dell’esercito silvano mentre nella semicirconferenza ad est le tende dei semplici silvani e poco più grande rispetto alle altre, la tenda utilizzata dalla Nestir per svolgere il proprio dovere. Anche qui le pietre di luce illuminano l’area e l’aria che solitamente si riempie di dolci canti silvani che accompagnano il lavoro e la preghiera quotidiana. Poco distante dalla tenda della Nestir in un piccolo avvallamento nello scuro terreno, tra due piccoli alberi, è presente una fonte scavata a forma di foglia nel marmo con maestria e sapienza.. Essa appare avvolta in un abbraccio di rampicanti e morbido muschio, retta dalle mani di due elfiche statue anch’esse vestite dal tempo e dalla vegetazione.. tutto il perimetro della Corte Terrena è controllato da guardie di ronda e come per la radura, numerosi sono gli arcieri che controllano la vegetazione dall’alto
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